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13 novembre 2006
Forza Italia: donne e under 30 per il futuro del partito
di Stefano Caliciuri (l'Indipendente di venerdì 3 novembre 2006)
In politica non esistono certezze neppure quando, dopo
aver amministrato per cinque anni, in campagna
elettorale ci si ritrova ad essere sfidati da un rappresentante
di quello che è considerato un estremismo
ideologico. Questo concetto deve averlo somatizzato bene
Raffaele Fitto, già presidente della regione Puglia, il più
giovane governatore della storia repubblicana, ora che si
ritrova in minoranza a tutti i livelli: giustificare le proprie
scelte e gestire i propri errori non è semplice, ma l’enfant
prodige ha deciso di rimettersi in gioco, rispolverando
quella passione politica ereditata quasi per caso che però
sembrava assopitasi all’interno delle istituzioni. Da coordinatore
regionale di Forza Italia spetta a lui ora l’arduo
compito di svecchiare l’intero apparato, formare una
nuova classe dirigente che, oltre ad un rinnovato entusiasmo,
dovrà essere in grado di riconquistare la fiducia degli
elettori pugliesi. Le ultime amministrative hanno infatti
segnato il punto più basso nella decennale storia di
Forza Italia: oltre la Regione, sono andate perdute tutte le
amministrazioni provinciali e il comune di Bari. Unica
roccaforte di centrodestra è rimasta la città di Brindisi, ma
più per un consenso personale del sindaco Domenico
Mennitti che per organizzazione di partito. Raffaele Fitto,
e con lui l’intera Forza Italia, si trova dunque a dover
ripartire quasi da zero in ambito amministrativo, anche
se confortanti segnali di ripresa si sono registrati durante
le ultime politiche. In un territorio anomalo come quello
pugliese, in cui i paesi si susseguono lungo una striscia
di 300 chilometri, il consenso si ottiene lavorando direttamente
sul territorio. Ecco quindi la scelta di Fitto: commissariare
i coordinamenti provinciali, rilanciare gli
esponenti locali e dimenticare i tempi dei “paracadutati
lucani” Guido Viceconte e Salvatore Mazzaracchio.
Da feudo azzurro a terra di conquista della sinistra, Bari
è oggi gestita da Antonio Di Staso e Simeone di Cagno Abbrescia,
sindaco sino al 2004 quando al termine dei due
mandati dovette far spazio alla candidatura di Luigi Lo
Buono, presidente della Fiera del Levante. Tra le nuove leve
stanno facendosi sempre più spazio Nuccio Altieri, 31
anni, eletto nel 2004 consigliere provinciale di Bari, poi
nominato anche in seno dell’Unione delle province italiane
(Unpi), e Matteo Colamussi, 34 anni, presidente del
Consiglio comunale di Rutigliano.
I punti di riferimento foggiani sono invece Carmelo Morra,
ex Sdi nei primi anni Novanta, senatore in carica dopo
aver maturato un’esperienza anche all’interno del
consiglio regionale pugliese, e Antonio Leone, originario
di Manfredonia, vicepresidente del gruppo di Forza Italia
alla Camera.
All’interno della neo provincia Barletta- Andria. Trani
(Bat) gli equilibri sono ancora in fase di assestamento, anche
se sembra che l’onorevole Gabriella Carlucci sia in
una posizione d’anticipo rispetto ad altri colleghi di partito,
come ad esempio il coordinatore provinciale Carlo
Laurora, ex delegato di collegio per le politiche 2001. Anche
se quest’ultimo è stato eletto consigliere regionale accentrando
attorno a sé un altissimo numero di preferenze
personali, raccolte quasi tutte però esclusivamente a
Trani, sua città d’origine, Carlucci sta puntando maggiormente
sul lavoro di squadra, riuscendo così ad attorniarsi
di numerosi giovani emergenti: Graziarita Norscia,
Iolanda Peluso, Elena Pinto (che è anche assistente personale
di Fitto) e Gianluca Grumo costituiscono la spina
dorsale di un gruppo di under 30 attraverso cui si vorrebbe
rinnovare l’attuale classe dirigente. Molta considerazione
è riposta anche in Francesco Ventola, sindaco di
Canosa di Puglia, ma l’impegno amministrativo lo frena
leggermente nella rincorsa alle cariche di partito.
A Taranto la situazione è quanto mai disastrosa. L’esperienza
Rossana Di Bello, sindaco eletta con Forza Italia ma
passata poi ad un gruppo autonomo a causa di dissapori
col coordinatore azzurro Martino Tamburrano, ha lasciato
in eredità al comune un deficit che, a detta del commissario
prefettizio, sfiora i 400 milioni di euro. Pietro
Franzoso, già assessore regionale al centro di un’incresciosa
vicenda di errore giudiziario, è ora il commissario
provinciale sul quale il partito sta ripuntando le proprie
fiches.
La trasformazione di Lecce da città d’emigrazione a gioiellino
barocco è sicuramente tra i motivi di successo del
sindaco Adriana Poli Bortone, giunta però ormai al secondo
mandato. All’interno della sua Giunta stanno però crescendo
personalità come Paolo Perrone, attuale vicesindaco,
sulle cui spalle peserà molto probabilmente il delicato
compito di rappresentare la coalizione alle prossime
amministrative, ed il 32enne Roberto Marti, assessore
in un settore tanto difficile quanto ricco di opportunità
quali i Servizi Sociali.
Il comune di Brindisi rappresenta l’unica realtà in controtendenza
rispetto i risultati degli altri enti territoriali: nel
2004 la candidatura a sindaco di Domenico Mennitti ha
riconsegnato le chiavi della città in mano al centrodestra.
Il risultato è da considerarsi ancora più sorprendente
considerando che è stato raggiunto direttamente al primo
turno, senza aver avuto bisogno cioè di ballottaggio contro
la coalizione di centrosinistra, che tra l’altro aveva governato
i cinque anni precedenti. Tra i molti nomi nuovi
proposti da Mennitti all’interno della sua Giunta è da
segnalare certamente Mauro D’Attis, assessore in un settore
strategico come la programmazione economica, nonostante
sia alla sua prima esperienza di gestione amministrativa.
A livello di partito si era già messo in luce come
vice coordinatore nazionale dei giovani di Forza Italia
dietro Simone Baldelli (oggi deputato, quindi sostituito
da Beatrice Lorenzin). Anche la segreteria provinciale
brindisina del partito vede al vertice un altro uomo della
vecchia giunta regionale: Marcello Rollo.
Un patrimonio di decine di giovani, gli homini novi della
politica regionale, è tanto difficile da gestire quanto facile
da disperdere. Se Forza Italia vorrà tornare ad affiggere
la propria bandiera su un territorio tradizionalmente
conservatore come quello pugliese, molto dipende quindi
da Raffaele Fitto. Le premesse giuste ci sono: verso tutti
questi ragazzi spetta soltanto a lui saper alternare la
“saggezza dello zio” con l’”amicizia del fratello”.
| inviato da il 13/11/2006 alle 13:23 | |
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